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Anteprima preparata da Federico Vitiello per Beecreative. Non è il sito ufficiale di Stratta 1836.Anteprima preparata da Federico Vitiello per Beecreative. Non è il sito ufficiale di Stratta 1836.

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Stratta, Torino 1836E-shop (si apre in un'altra scheda)

Per Beecreative

Ho rifatto la home di Stratta 1836. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.

Stratta 1836 non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattato.

Il sito che avete sviluppato nel 2023, sul design di Personal Media, è un negozio vero: undici categorie curate, due lingue, la soglia della spedizione gratuita detta in testa, i pagamenti; ed è curato ancora oggi, con foto caricate fino al giugno 2026. Le parole hanno una voce («Amore a prima vista», «Assapora ogni momento della giornata», «Il gusto dell’eleganza senza tempo») e il materiale è bellissimo: le scatole rosse col nome in oro, la vetrina dei confetti nei calici, la bottega dei Fratelli Stratta in seppia.

Foto e parole sono il cuore della home rifatta: i fatti vengono tutti dal sito di oggi, e i testi nuovi (il titolo, le due righe per Google, le frasi delle scene e della scatola) li tengo in un elenco, e te lo mando se la usi. Quello che pesa sulla pagina di oggi non sono le scelte: sono 900 KB di JavaScript da scaricare prima che compaia la prima schermata, le foto caricate alla grandezza piena (la brioche della caffetteria è un file da 3,2 MB) e i servizi esterni che la pagina chiama da sola.

Il prima e il dopo, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono, col banner dei cookie chiuso: la scatola rossa con la scritta e-shop e la piazza con la scritta negozio
Oggi, dopo aver chiuso il banner dei cookie
La prima schermata della home rifatta sul telefono: piazza San Carlo e il titolo «Stratta, dal 1836» sul cioccolato
L’anteprima

Con Lighthouse, l’esame di PageSpeed (dal telefono)

Lo stesso esame che rifai in un minuto su PageSpeed Insights, dove gira sulle macchine di Google e i numeri cambiano un po’ da un giro all’altro. La rete e il processore lenti li simula con un calcolo: per questo i suoi secondi non coincidono con quelli della sonda qui sotto. Due passaggi: del sito di oggi tengo il migliore, dell’anteprima il peggiore.

Il voto delle prestazioni
93 su 100invece di 39
La prima schermata (LCP)
3,2 sinvece di 19,1 s
L'accessibilità
100 su 100invece di 85

Con la sonda, in una rete rallentata davvero

Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso e le richieste li conta lei.

La prima schermata (LCP), in 4G
0,7 sinvece di 17,4 s
La stessa, in una rete lenta
2,0 sinvece di 87,9 s
Il peso al primo caricamento
546 KBinvece di 11,5 MB
Le richieste ad altri siti
0invece di 24

Misurato il 26 ottobre 2026 dalla mia macchina, col profilo del telefono: Lighthouse 12 in due passaggi, la sonda in tre giri; il sito di oggi fra le 17:28 e le 17:34, l’anteprima pubblicata fra le 18:08 e le 18:13. Quelli della sonda li ritrovi, a occhio, dal tuo telefono. Le scene della giornata e la scatola arrivano mentre si scorre: la pagina scorsa fino in fondo pesa 1,6 MB in tutto.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. Il posto, prima di leggerlo

    Oggi la prima schermata è un indice: tre riquadri con su scritto e-shop, negozio, banqueting. Qui si arriva in piazza San Carlo: la piazza al tramonto, la loro foto, con un taglio netto, e sotto, sul cioccolato, «Stratta, dal 1836, in piazza San Carlo a Torino». Chi arriva da Google o da Maps sa dov’è prima di leggere una riga, ed è il principio con cui lavoro, «feel, don’t tell»: la pagina fa sentire invece di spiegare.

  2. La giornata, fatta col dito

    «Assapora ogni momento della giornata» è il loro titolo per il negozio. Qui lo scorrimento è il tempo che passa: le brioches della mattina, un assaggio di pasticceria a metà mattina, la vetrina dei confetti nel pomeriggio, la piazza coi portici accesi la sera. Le foto sono le loro, si avvicinano piano e si sciolgono una nell’altra; chi ha chiesto al telefono meno movimento le vede ferme, una sotto l’altra, e il racconto resta.

  3. L’e-shop come un regalo che si apre

    Il loro manifesto dice che regalare un prodotto Stratta è regalare un’esperienza. La scatola rossa col nome in oro è il loro oggetto più riconoscibile: qui si sceglie quale aprire (praline, bonbons, giandujotti), il coperchio si solleva e dentro c’è la foto vera della confezione; un tocco, e sei nella categoria dell’e-shop vero. Il marchio non è ridisegnato: è il loro, colorato d’oro come sulle scatole.

  4. La strada diretta per torte, eventi e regali

    Gli ordini più grandi passano dai moduli dentro le pagine interne (a metà di quella del negozio, in fondo a quella del banqueting). Qui la torta su ordinazione, il banqueting e i regali aziendali hanno ognuno la sua sezione, con le foto vere e il tasto che porta dritto al modulo; il negozio ha dove e quando subito dopo la giornata, con il bistrot a pranzo da aprile a novembre e le indicazioni a un tocco.

  5. Google che sa che è una pasticceria in piazza San Carlo

    Il titolo e la descrizione di oggi reggono (la SEO di Lighthouse è a 100). In più, i dati strutturati di una pasticceria con l’indirizzo, il telefono e l’anno di fondazione (oggi la ditta è solo una «Organization» generica, senza indirizzo), un solo titolo principale che dice chi, da quando e dove, l’anteprima del link con la piazza.

  6. La velocità, e lo zoom libero

    Niente tema, niente plugin, nessuna richiesta ad altri siti: le foto nelle misure che servono a ogni schermo, i caratteri serviti dal sito stesso (il Baskervville che il sito usa già, con un Futura libero per i comandi). Sul telefono lo zoom torna libero (oggi è bloccato) e ogni tasto è grande abbastanza per un dito. Il confronto non è alla pari su tutto: l’anteprima non ha il carrello, l’inglese e l’area clienti, che restano sul sito vero; se andasse online si rimettono, e il conto si rifà con loro.

  7. Il cioccolato, l’oro e il rosso

    I colori vengono dal loro materiale: il cioccolato del legno dell’insegna, l’oro del sito e delle scritte, il rosso delle scatole misurato sulle foto, che è l’unico colore dei tasti che vendono. L’insegna in lettere d’oro spaziate apre il negozio, le torte, il banqueting e le aziende, come sopra la vetrina.

Tre cose, intanto, si sistemano già domani sul sito di oggi, senza aspettare il resto: lo zoom bloccato sul telefono (una riga nel tema), le foto caricate a grandezza piena (rigenerate alle misure giuste pesano una frazione), e gli orari: oggi il sito dice «Martedì-Domenica», ma non a che ora si apre.

Quanto tempo, e con che cosa

Lunedì 26 ottobre, dalle 17:01 alla pubblicazione, alle 18:07. Prima c’era stata la ricerca: un altro agente aveva scelto Beecreative e Stratta fra le agenzie di Milano, e scritto che cosa doveva sentire chi visita il sito. Poi l’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che segue Linus, il mio metodo: ha studiato e misurato il sito di oggi, ha scritto l’analisi e il progetto, e alle 17:25 le prime schermate di prova. Un secondo agente, che fa da regia per me, le ha giudicate prima che si disegnasse il resto; un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono. Prima di chiudere, un quarto agente, nel ruolo del direttore creativo di uno studio, ha guardato sei fotogrammi e ha detto «sembra A.I.». Non l’A.I. di base: la ricetta del lusso che fanno tutti i generatori, cioè la foto velata col titolo sopra, gli occhielli doppioni, i bottoni con la freccia, la scatola che galleggia. Le sue correzioni (la piazza con un taglio netto, la giornata come una vetrina incorniciata, le schede come una riga di testo, il coperchio opaco) sono in questa versione, fatte entro le 18:03.

Next.js, pubblicata su Vercel. La decisione di che cosa far sentire (la piazza, la giornata, la scatola che si apre) l’hanno presa gli agenti col metodo, sul materiale di Stratta guardato tutto: per questo non è la pagina che l’intelligenza artificiale fa per tutti. La decisione resta il lavoro, e il metodo che la prende è il mio; quello che è cambiato è quanto costa la manodopera, dopo.

Che cosa puoi portare a Stratta

  • Le pagine delle categorie e dei prodotti rifatte così, con la scatola che si apre e le foto alla misura giusta, sullo stesso WooCommerce.
  • Il banqueting con la scelta dell’evento in tre tocchi, e il modulo che si compila mentre si guarda l’allestimento.
  • La scheda da attività locale per Google con gli orari veri, allineata a quella di Maps.
  • Il menù della caffetteria e del bistrot da sfogliare dal telefono, e le vetrine delle Feste che cambiano con la stagione.
  • Il gestore dei contenuti sulla pagina stessa: vetrine, torte e novità le cambia chi le sa, senza aprire il pannello.

Se vuoi vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con chi vende siti, comunicazione e marketing alle imprese, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali. Organizza Alleniamo Imprese, la scuola ci ospita.

Partecipa al corso (si apre in un’altra scheda)

Federico Vitiello

Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese

P.S.Nella home rifatta c’è una cosa che quasi nessuno tocca. Se l’hai già trovata, l’ho nascosta male; se no, apri qui.
  • Il conto di Cavour

    Nella home, scorri fino alla storia («Una storia appena iniziata») e cerca la riga di Cavour. La cifra, 2.547 lire e 60 centesimi, è sottolineata a puntini: toccala. Il conto si srotola riga per riga: ventinove chili di marrons glacés, diciotto di sorbetto, trentasette di frutta caramellata, e il totale.

    PerchéÈ l’aneddoto più bello della pagina «Chi siamo» di Stratta, e oggi sta in mezzo a un paragrafo. Qui si tocca, e finisce su un prodotto vero dell’e-shop, le Gioie di Cavour: la storia che porta al carrello.

    Vai alla storia

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